Lo zucchero, il veleno bianco? Appello dello WHO

E' stato pubblicato ad ottobre uno studio dello WHO (la World Health Organization)  contente le linee guida per la riduzione dell'assunzione di zucchero nei bambini e negli adulti e il suo ruolo all'interno di un piano di prevenzione della carie.

La carie è definita come la malattia non contagiosa più comune al mondo, si calcola che  venga utilizzato per la sua cura circa il 10% del budget nei paesi industrializzati ed è la prima causa di ricovero per i bambini nei paesi in via di sviluppo.

E' chiaro quindi come sia di importanza globale agire sulla prevenzione: la carie è legata in maniera diretta all'assunzione dello zucchero, una sua limitazione, anche parziale, permette di limitare in modo importante l'insorgenza della carie stessa.

La limitazione dello zucchero al di sotto del 10% delle calorie giornaliere ha un'importanza netta anche nel mantenimento della salute dell'individuo e nella prevenzione di varie malattie come le malattie cardiovascolari e il cancro.

Il benessero economico dei paesi sviluppati ha portato a una aumento esponenziale dell'assunzione, specialmente da parte dei bambini, di zuccheri semplici sotto forma di bevande zuccherate e merendine, spesso assunte in modo incontrollato.

Una costante presenza di zucchero nella bocca dei bambini fornisce ai batteri materiale per il loro metabolismo determinando la produzione di acidi che portano alla perdita di smalto e dentina.

Foto di un sorriso sanoIl WHO ha stilato una serie di linee guida fondamentali per portare ad una inversione di marcia sull'assunzione degli zuccheri semplici, come per esempio la tassazione delle bevande zuccherate e la loro eliminazione dai distributori dei luoghi pubblici come scuole ed ospedali.

La WHO raccomanda di ridurre l'assunzione dello zucchero semplice durante tutto l'arco della vita al di sotto del 5-10% del totale calorico ingerito. Gli zuccheri semplici includono monosaccaridi e disaccaridi aggiunto al cibo e alla bevande durante il processo industriale, la cottura o direttamente dal consumatore, e gli zuccheri naturalmente contenuti nel miele e succhi di frutta.

Nei paesi con ridotti consumo di zuccheri semplici i livelli non devono essere aumentati. Alti livelli di assunzione di zuccheri semplici sono un pericolo per la qualità nutrizionale della dieta perchè forniscono alti livelli di calorie senza nutrienti specifici.

Poichè la carie dentale è il risultato di un'esposizione durante tutta la vita a un fattore di rischio alimentare (cioè gli zuccheri semplici), anche una piccola riduzione del rischio di carie dentale durante l'infanzia è di significativa importanza nella vita adulta; quindi, per minimizzare il rischio totale di carie dentale, l'assunzione di zuccheri liberi dovrebbe essere il più basso possibile.

Non è stata riportata nessuna prova relativa a un rischio derivante dall'assunzione di zuccheri semplici sotto al 5% dell'entrata calorica giornaliera.

Fondamentale sarà promuovere strategie di marketing volte a promuovere abitudini alimentari più sane, come l'assunzione di frutta che, grazie alla masticazione e alla produzione conseguente di saliva, permettono una migliore detersione e una prevenzione delle carie, insieme ad etichette più chiare che indichino il livello di zucchero rapportato al fabbisogno medio giornaliero.

http://www.who.int/nutrition/publications/guidelines/sugars_intake/en/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19704096
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27671690

Ritratto di Simona Torlai

Posted by Simona Torlai

Simona è un'odontoiatra, laureata in Odontoiatria e Protesi dentaria a Pisa con una tesi sulla paura del dentista. Ha seguito un corso di perfezionamento in Odontoiatria infantile all'Università di Firenze.
Esercita presso il suo studio privato dal 2002.

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