I paradossi del risparmio

I paradossi del risparmio. Parlo spesso dell’elevato costo della vita in Svizzera, anche e soprattutto con riferimento a beni di prima necessità e a prodotti che, pochi chilometri più a nord, sud, est o ovest, hanno prezzi sensibilmente inferiori a quelli locali, al punto da comportare una sorta di “turismo della spesa” quando, soprattutto durante il fine settimana, dalla Svizzera i residenti attraversano le frontiere verso Francia, Germania, Italia o Austria per fare acquisti secondo gli standard europei.

C’è però un aspetto di questa situazione a cui spesso non si pensa e che in alcune circostanze può comportare un inatteso risparmio, se non monetario in senso stretto, almeno in termini di minori sprechi. Il costo di alcuni prodotti, alimentari in primis, è talmente elevato che all’acquisto si verifica un immediato e istintivo meccanismo virtuoso: si tenderà ad acquistare solo il quantitativo ritenuto effettivamente necessario, evitando scorte eccessive e spesso inutili che rischiano poi di vedere i prodotti in eccesso finire nel bidone della spazzatura.

I paradossi del risparmio

Ricordo le prime settimane dopo il trasferimento a Zurigo, quando la mia spesa di frutta e verdura era costituita da cinque mele, quattro pesche, tre pomodori, un cetriolo e così via, chiaramente insufficienti a nutrire la famiglia per un’intera settimana (e neppure per più di un paio di giorni, in verità :-)), ma che certamente non correva il rischio di essere buttata perché inutilizzata per troppo tempo e ormai andata a male.

Qui nei supermercati è obiettivamente difficile vedere persone che riempiono il carrello (già di dimensioni inferiori rispetto ad esempio alla media italiana) all’inverosimile: si compra ciò che serve per qualche giorno e, finite le scorte, si torna nuovamente a fare la spesa.

L’esatto contrario di una certa cultura di “accaparramento all’americana” in cui sembra “vincere” chi compra di più in quantità spropositate, anche cose di cui non si è affatto sicuri di avere una vera necessità: pare infatti che lo shock culturale di chi proviene da oltreoceano sia, anche su questo aspetto della vita, particolarmente pesante, essendo in effetti assolutamente agli antipodi con il consumismo sfrenato e fine a se stesso.

Gli svizzeri mediamente mangiano poco (difficile infatti vederne in sovrappeso, anche perché conducono abitualmente una vita fisicamente molto attiva), ma sono solitamente molto attenti ai prodotti di buona qualità, e non solo in cucina.

Avete presente l’orgoglio “Swiss made” dei coltellini multiuso?!

 

(Immagine tratta dal sito www.mangiarebuono.it)

Ritratto di Carlotta G

Posted by Carlotta G

Da sempre curiosa di altre culture e abitudini, mamma espatriata con famiglia a Zurigo dal (quasi) lontano 2013. Blogger a tempo perso, studentessa suo malgrado di lingua teutonica e insegnante di Yoga, dove finalmente è solo se stessa e prova ogni tanto a indicare anche agli altri la possibilità di essere solo se stessi.
Da secoli si ripromette di scrivere un libro, forse, prima o poi. Non sullo yoga, ma sulla capacità di "vivere altrove". Intanto scrivo della mia vita a nord delle Alpi anche sul mio blog personale La vita a modo mio 

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