"Cara IBCLC non sai come mi sento"... o forse sì? La mia storia

Spesso mi capita quando ho davanti una mamma con un sacco di dubbi o difficoltà nell'allattamento, che lei mi guardi (a volte me lo dicono chiaro e tondo) con una faccia che dice "eh sì, parli bene tu che sei la superesperta delle tette. Che ne sai di come ci si sente"...

Eh sì, perchè quando ti senti nel totale caos, non capisci niente di quello che sta succedendo, vedi andare tutto a rotoli, avere davanti una persona piena di certezze e che ha le risposte per (quasi) tutto, può scatenare sentimenti ambivalenti. Da una parte (o per alcune persone), c'è la rassicurazione della competenza: ok, questa qui sa che sta succedendo, finalmente mi spiega e mi aiuta a risolvere.
Ma dall'altra può esserci anche la preoccupazione di non essere comprese, che le proprie difficoltà siano sottovalutate o minimizzate, anche perchè spesso fino a quel giorno probabilmente hai ricevuto solo quello...  questo mi accade spesso per esempio con le mamme con le ragadi, alle quali generalmente il coro di gente intorno dice "eh va bè che sarà mai", oppure "devi solo avere pazienza", oppure "che pensavi, che fare figli era una passeggiata?".

Allora ho pensato che possa essere utile per voi che mi seguite e leggete i miei articoli, sapere qualcosa più di me.
Vi ho già raccontato qualcosa nella mia presentazione (http://www.mammeonline.net/content/allattamento-al-seno-mi-presento-0), ma oggi vi racconterò qualcosa di più dettagliato dell'esordio del mio allattamento.

Per natura sono una che vuole sapere le cose :). Avendo pianificato di diventare genitori, fin dall'anno prima avevo iniziato a raccogliere informazioni dalle colleghe (lavoravo in un grande ufficio dove c'era appena stato un boom delle nascite), chiesto libri, giornali, "testi sacri". Avevo così racimolato una pila alta quasi come me di riviste per mamme, agende della gravidanza, e via dicendo. Sapevo settimana per settimana quanto era lungo il mio fagiolino, a che punto dello sviluppo era, cosa sarebbe successo nella pancia...

Tutto tranne quello che sarebbe successo "dopo". 
Il "dopo" mi ha presa completamente alla sprovvista.

Il bambino appena nato mi fu portato via senza neanche farmelo vedere. Poi mi fu portato alla seconda poppata (la prima decisero che era troppo presto, dovevo essere controllata dall'ostetrica, mangiare, insomma cose che non potevano aspettare mentre mio figlio sì), e senza molte spiegazioni messo sul seno. Io ero frastornata e impreparata e dissi "ah, devo allattarlo ora?".
L'ostetrica mi guardò con aria di compatimento...
"Mi aiuti?" - e lei prese la testa di mio figlio e la spiaccicò sul seno senza tanti complimenti.

Francamente non ricordo se in quella poppata lui si attaccò... ricordo però che in tutte le successive (non c'era il rooming in e li portavano ogni 3 o 4 ore) lui dormiva. Io me lo guardavo, sbaciucchiavo, tentavo di attaccarlo, ma non c'era niente da fare. Nella culla c'era un biberoncino con una certa quantità di latte artificiale che mi fu detto veniva messo in base alla doppia pesata della poppata precedente. Ma lui almeno 2 volte su 3 dormiva... la mattina del terzo giorno mi svegliai con il seno duro come marmo. Un dolore pazzesco! Non riuscivo neanche ad alzare le braccia per il male che arrivava fino alle ascelle.
La montata! Caspita, mica me la aspettavo così! Beh, meno male che ora mi portano il pupo - ho pensato - così mi svuota lui il seno.

E invece, lui beato dormiva. Allora ho chiesto alle ostetriche (ci sono arrivata pure io, che pure ero veramente ignorante) di non dargli la formula nella pausa prima della poppata successiva, sennò non ne uscivo più. Al turno appresso, come si aprì la porta del nido, dal corridoio si sentiva una sirena: era lui che urlava!

Mi si è stretto il cuore a sentirlo strillare in quel modo, ma mi sono detta che in mezzo minuto sarebbe arrivato e calmato al seno. Ma quando me lo hanno dato e ho provato a metterlo al seno, lui era così arrabbiato che non riusciva ad attaccarsi! Io ero confusa e disperata: e ora che faccio!??
L'ostetrica "tranquilla che ci penso io", lo ha preso per la nuca e rispiaccicato alla tetta con una tale forza che lui è diventato tutto rosso x la rabbia e lo sforzo di difendersi da quella violenza inaspettata. Sì, dopo qualche minuto di battaglia col seno, alla fine si è attaccato, ma certo che l'impressione non fu buona.

Mi chiedevo perchè questa cosa meravigliosa che mi avevano raccontato invece era così cruenta!sad

All'epoca (sono passati più di 20 anni) per un parto vaginale a Roma si stava in ospedale 6 giorni, durante i quali io vidi il mio neonato solo per 6 misere ore su 24. Spesso già sazio, e senza averlo mai lavato, cambiato, o guardato come era fatto sotto il pagliaccetto.
Arrivati a casa, fu uno shock. La tabella che dovunque predicava alle mamme che i bambini mangiano 6 volte al giorno e attenzione, neanche quando vogliono loro, ma rigorosamente alle 9 - 12 - 15 - 18 - 21 - 24, mio figlio non la conosceva. Ok ci siamo detti, magari se lui si sveglia alle 7, spostiamo tutto indietro di 2 ore, andrà bene lo stesso, no? Ma comunque lui piangeva spesso, e chiedeva in continuazione. In ospedale la stessa tabella oraria diceva anche che si deve fare la doppia pesata - ovviamente, sennò come fai a sapere se hai abbastanza latte?
Quindi noi da bravi neogenitori ligi al dovere, facevamo doppie pesate (un delirio!) e aggiunte praticamente a tutte le poppate perchè la quantità non corrispondeva mai alla tabella.
Un pellegrinaggio da 3 pediatri diversi per chiedere spiegazioni di questo fenomeno (non rispetto degli orari, non corrispondenza delle poppate con la quantità prevista), non ci chiarì le cose: uno disse con aria sconsolata "eeehhh cerca di arrivare almeno al 3° mese"; l'altro disse di non stressarmi troppo perchè era colpa dell'evidente stress che mostravamo; la terza, madre di 4 figli (beh se non lo sa lei cavoli!), mi tastò il seno e decretò che era evidente, io non avevo abbastanza latte!

Bè, non voglio fartela lunga, nel frattempo lui iniziò a rifiutare il seno e preferire il biberon, le quantità di formula aumentarono e il mio latte divenne la giunta, ci venne pure il mughetto ad entrambi e un bel dolore ai capezzoli che tentai di lenire usando i paracapezzoli che incasinarono ulteriormente la situazione e il mughetto, scoprimmo pure che era allergico alle proteine del latte vaccino e ad altre cose, e il nuovo latte artificiale lo sputava!
Tutti intorno a noi ci dicevano che siamo tutti cresciuti bene (...) con il biberon, e che era inutile incaponirmi: ci avevo provato ma era ora di dire basta. Lui aveva quasi un mese e alla fine un pò di latte mio lo aveva preso, poteva pure bastare così, no?

Ma io proprio non mi ci ritrovavo... preparare il latte artificiale non era mestiere per me. Lui piangeva e io piangevo. Non facevo in tempo a lavare l'"attrezzatura" per la poppata successiva, e nel lasso di tempo in cui iniziava a chiedere e io preparavo il tutto, lui da solo nella carrozzina piangeva disperato e mi faceva andare nel pallone. Mi sentivo inadeguata, fallita, ma soprattutto mi chiedevo come fosse possibile che nessuno mi sapesse spiegare che accidenti succedeva? Perchè noi due, Mammiferi, non riuscivamo a far funzionare 'sto accidenti di allattamento?

Credetemi, non sapevo davvero niente all'epoca di come funziona la fisiologia dell'allattamento. Ma qualcosa in me mi diceva che non era "logico" quello che ci stava accadendo.

Sono stata "brava" a non mollare? Mah, non so :). Era solo quello per cui mi sembrava giusto lottare, Sono stata  anche fortunata :). Sì, perchè se è vero che allattare non è una questione di fortuna, se non avessi trovato un volantino in farmacia mentre andavo a comperare depressa e sconsolata altri biberon di emergenza, e lui non avesse rifiutato con tanta insistenza il latte speciale necessario per la sua intolleranza, probabilmente oggi non starei a scrivere a voi.
La fortuna ce la creiamo noi, si dice anche, e io ci credo :).

Così, ecco, quando mi trovo una mamma davanti e mi guarda come per dire "nessuno può capire", beh, io non solo ti capisco, ma ci sono passata per prima!

Vuoi parlarne con me direttamente? Potrai farlo al Raduno annuale di Mammeonline che si terrà ad Alcatraz nel week end dell'1-3 maggio!

Un'occasione imperdibile per conoscerci di persona e parlare di allattamento in tutte le sue sfaccettature!

Clicca qui per tutte le info sull'evento e gli incontri tematici con me: http://www.mammeonline.net/content/1-3-maggio-weekend-dedicato-alle-fami...

A presto!

Martina

 

 

Ritratto di Martina Carabetta

Posted by Martina Carabetta

Martina Carabetta, mamma di due ragazzi ormai ex-adolescenti, ed IBCLC (International Board Certified Lactation Consultant), cioè Consulente Professionale in Allattamento Materno, da quasi 20 anni aiuto le mamme in allattamento a Roma (e non solo!).

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